CASTIGNANO, CANTINE DAL 1960
“Dal 1960 vigneti di indiscutibile valore rappresentano l’identità vinicola di Castignano”
La Cantina
Le Cantine di Castignano esprimono coralmente significati di scelta, fantasia e operosità della realtà rurale caratteristica del Piceno ancora ricca di influssi e tradizioni radicate nel territorio ma con lo sguardo rivolto al futuro e sempre attento ai cambiamenti e alle nuove esigenze di mercato.
Toni forti e sfumature lievi “tingono” i frutti che la terra offre resa viva dall’alito frizzante e salmastro dell’Adriatico. Vitigni autoctoni di indiscutibile valore rappresentano l’identità viticola di Castignano che assume significanza espressiva e qualitativa nella produzione di vini tipici marchigiani.
Qualità, dunque, la parola chiave dell’azienda ormai dal 1996, anno in cui si decide di puntare sulla produzione e commercializzazione di vini di qualità superiore decidendo di acquistare un impianto di imbottigliamento interno ed affidare l’incarico di enologo ad un tecnico di fama nazionale, Pierluigi Lorenzetti. I risultati arrivano quasi immediatamente tanto che già dal 2000 i vini delle Cantine di Castignano si aggiudicano riconoscimenti importanti fino ad essere menzionati nelle più insigni guide vinicole del panorama nazionale e non come Vitae, WineHunter, Bibenda, Luca Maroni, 5 Star Wines, China Wine & Spirit Award, e la Guida Vini d’Italia – Gambero Rosso 2022 che gratifica il lavoro della Cooperativa e degli enologi Lorenzetti e Gasparroni con l’ambitissimo 3 Bicchieri, per il Pecorino Montemisio 2020.
Dal 2021 la guida enologica dell’azienda è affidata ad Andrea Gasparroni e Davide Traini.
Il Frantoio
Le olive utilizzate derivano esclusivamente dai conferimenti dei soci che coltivano uliveti a coltura promiscua e specializzata nel territorio Piceno.
La raccolta è effettuata ancora tradizionalmente a mano e le olive vengono consegnate al frantoio nel più breve tempo possibile su cassette forate in modo che si possano mantenere integre e prive di difetti, per poter ottenere un olio qualitativamente migliore.
L’olio così prodotto, dopo essere stato analizzato e selezionato, viene immagazzinato in un locale completamente interrato e buio per far sì che tutte le proprietà e caratteristiche chimiche ed organolettiche restino inalterate.
Abbiamo scelto il modo migliore per darvi un olio extra vergine di alta qualità, distinto in due linee di produzione, Classica e Biologica.
Linea Classica
Olio prodotto da un’attenta selezione di olive delle colline picene e ottenuto dalla nuova tecnologia di estrazione in continuo. Il sapore genuino con sensazione di piccante amaro e l’aroma di oliva fresca lo rendono inconfondibile e superbo.
Il basso tasso di acidità e l’alto contenuto di polifenoli e vitamine caratterizzano la sua qualità superiore.
Linea Biologica
Olio ottenuto esclusivamente da olive da agricoltura biologica. Il prodotto di prima spremitura a freddo non subisce alcun trattamento chimico ma soltanto un naturale processo di decantazione. Ne risulta un sapore primo e gradevolmente fresco.
L’olio della linea Classica è disponibile confezionato in bottiglie da 250 ml e 750 ml e in lattine da 3 e 5 litri.
L’olio della linea Biologica è disponibile confezionato in bottiglie da 500 ml.
LA STORIA

Sono 73 i soci fondatori della S.C.A.C. Società Cooperativa Agricola Castignanese, che il 23 Febbraio 1960 firmano, dinanzi al Notaio Dott. Mauro Bracciolani, l’Atto Costitutivo della Società. Una scelta coraggiosa per un così piccolo gruppo di persone, guidata dalla necessità di contrastare l’onda d’urto derivante dai mutamenti economici che la società stava in quel periodo vivendo. La cooperazione è la via scelta per rendere possibile la sopravvivenza della piccola proprietà e permettere, nonostante l’alta parcellizzazione dei fondi, di acquistare macchine, di disporre di personale tecnico ad alta professionalità agronomica e di collocare direttamente i propri prodotti sui mercati. L’obiettivo è superare l’arretratezza tecnica, ammodernando l’agricoltura locale senza sconvolgerne l’assetto tradizionale.
Nasce così la prima cantina cooperativa del Piceno

Per rispondere meglio alle esigenze del mercato viene realizzato un nuovo edificio, posto sul lato Nord della struttura già esistente, adibito a zona vinificazione e stoccaggio vino, all’interno del quale sono disposti dei nuovi macchinari, tra cui dieci nuovi vinificatori della Ditta Garolla della capacità di 750 q.li ciascuno e due di 300 q.li (sperimentati per la prima volta in Italia proprio nello stabilimento della S.C.A.C.). Vengono inoltre previsti miglioramenti all’impianto elettrico e la vetrificazione delle vasche in cemento.

Con l’obiettivo di offrire ai soci un servizio più efficiente e ridurre la speculazione commerciale, s’inizia a pensare a una più ampia e opportuna diversificazione dei settori agricoli: nasce così l’idea di creare un nuovo spazio da dedicare allo stoccaggio dei cereali. A tal fine viene acquistato un nuovo confinante terreno su cui costruire i silos granari con le relative attrezzature della capacità complessiva di 50.000 q.li, ma già dopo tre anni l’impianto richiederà un ampliamento di altri 30.000 q.li per accogliere tutti i prodotti cerealicoli degli associati.

Dopo averne discusso nell’Assemblea del 19 dicembre 1993, si decide di realizzare un frantoio da collocare all’interno dello stabilimento. I motivi che spingono verso questa scelta sono i medesimi che hanno dato vita alla cooperativa stessa: i 640 soci hanno necessità di migliorare da un punto di vista qualitativo la propria molitura delle olive e di avere garantita una buona commercializzazione. Si decide di realizzare un frantoio di tipo continuo con attrezzature della Ditta Rapanelli e in seguito di affiancarvi un impianto d’imbottigliamento per lattine e bottiglie.

Agli inizi degli anni Novanta, con la crisi di mercato e il contributo per gli espianti dei vigneti, la S.C.A.C. subisce una riduzione della coltivazione delle uve per circa 250 ha. Un momento critico questo, che avvalora però la già esistente idea di puntare sulla produzione e sulla commercializzazione di vini di qualità. Prima di questo momento, infatti, cardine della produzione era la quantità e per l’imbottigliamento era necessario trasferire il prodotto a una ditta esterna. Alla fine dell’anno si decide di affidare l’incarico di enologo, come consulente esterno, a Pierluigi Lorenzetti. Nel frattempo il Consiglio di Amministrazione decide anche di ammodernare le apparecchiature della cantina, acquistare un idoneo impianto d’imbottigliamento, migliorare lo stabile adibito al confezionamento del vino, ristrutturare la vecchia cantina e spostare il punto vendita dall’interno dello stabilimento all’esterno, per renderlo più visibile e accessibile alla clientela.

Con l’inizio del nuovo millennio si sente la necessità di rendere più efficiente il settore del confezionato: nascono nuove bottiglie da vitigni autoctoni, si amplia la gamma dell’offerta commerciale, si aprono nuovi punti vendita diretti che oltrepassano le Province limitrofe, mentre una valida rete vendita ormai è diramata su tutto il territorio marchigiano. Viene inoltre potenziato il settore della fornitura ai soci dei mezzi tecnici per la produzione (concimi, sementi, antiparassitari, etc.), affiancati da opportuna consulenza.

Un grosso passo in avanti per la S.C.A.C. è rappresentato dall’acquisto di autoclavi per la realizzazione di un idoneo impianto di spumantizzazione interno allo stabilimento della cooperativa. La scelta nasce dalla volontà di offrire ai clienti un Terre di Offida Passerina Spumante DOC, per il quale il disciplinare impone la spumantizzazione all’interno della zona di produzione. Un investimento importante attraverso cui la S.C.A.C. mostra ancora una volta la sua grande capacità innovativa e la volontà di migliorare continuamente la qualità del prodotto confezionato, potendo in questo modo seguire internamente l’intero processo di produzione.

La S.C.A.C. si rivela anno dopo anno una società sempre più forte, stabile e in grado di fornire supporto e consulenza ai soci conferitori. Proprio per rafforzare tali capacità e con il fine di ampliare la propria produzione, il Consiglio di Amministrazione decide di affittare un terreno, poco distante dallo stabilimento, per impiantare un nuovo vigneto. Alla società stessa spetta il compito di organizzare direttamente l’impianto e la sua futura gestione. Si decide di coltivare vitigni particolarmente importanti per la produzione quali Pecorino, Passerina, Trebbiano e Lacrima e di utilizzare il guyot come sistema di allevamento per tutti i sei ettari. Sempre dal punto di vista dell’innovazione, il nuovo vigneto si presta anche alle sperimentazioni, importante base di conoscenza per fornire la migliore consulenza ai soci sulla gestione degli impianti.

La S.C.A.C. compie sessanta anni, un traguardo importante che segna nel frattempo l’inizio di un nuovo periodo. Non si fermano, infatti, le attività volte al miglioramento continuo degli impianti e della commercializzazione dei prodotti. L’ampliamento del magazzino e la ristrutturazione della cantina volgono lo sguardo proprio a questi obiettivi. La capacità di rispondere con opportune innovazioni tecnologiche ai cambiamenti del mercato è sempre stata uno dei punti di forza della società che oggi ritiene di fondamentale importanza ampliare la parte dedicata all'affinamento del vino in bottiglia, momento decisivo per definire aromi e caratteristiche del prodotto. Le prime vecchie grandi cisterne da 5300 ettolitri lasciano dunque spazio a un ampio e moderno sito dedicato ai vini più pregiati dell’azienda.
A queste migliorie tecniche e strutturali si affianca un’attenzione particolare al continuo sviluppo della rete vendita, che non guarda più solo al territorio limitrofo, ma al mondo intero. L’attenzione e gli sforzi del Consiglio di Amministrazione sono rivolti alla conquista di nuovi mercati attraverso un nuovo processo d’internazionalizzazione, con l’obiettivo fisso di garantire oggi e in futuro al socio una giusta e corretta remunerazione.

A distanza di 27 anni dall’inaugurazione, vista la crescente domanda di molitura delle olive da parte degli associati ed il bisogno di stare al passo con i tempi, si decide di rinnovare il frantoio cooperativo con macchinari innovativi che garantiranno una maggiore efficienza e una più elevata qualità del prodotto finito continuando la produzione della linea classica ed incrementando la linea Bio.
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